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giovedì 16 giugno 2011

Video per il ministro Brunetta


Il ministro forse non sa che questa non è la tv ma bensì la Rete dove le menzogne vengono scoperte!

Video di insulto ai precari: http://www.youtube.com/watch?v=JMnq-oZ_qzs

La ricostruzione falsa di Brunetta: http://www.youtube.com/watch?v=R3QfM1pmdyQ

Per chi volesse dire la sua a Brunetta qui la pagina facebook: http://www.facebook.com/renato.brunetta

Qui il suo canale youtube: http://www.youtube.com/renatobrunetta

Saluti

mercoledì 15 giugno 2011

Stracquadanio fantasma!


Questa è la risposta concreta alle parole sciagurate prive di senso della realtà, ma non di ridicolaggine, che la Rete dà a Stracquadanio. Lo stesso contatore, che si aggiorna in automatico ogni 10 secondi, che vedete nel post potete trovarlo in fondo al blog. Nel sito di Byoblu (creatore del logo) c'è il codice per metterlo nei siti.

Saluti

venerdì 2 luglio 2010

La palla di vetro


A noi manca consapevolezza di ciò che accade. Ha ragione Orsobyanco quando dice che sembriamo dei carbonari nascosti in rete per riunirci tra di noi per parlare di quello che non va. Ha ragione!
Sembriamo dei pazzi rinchiusi una palla di vetro che urlano... e chi ci vede dall'esterno vede delle persone che si sbracciano, urlano e si dimenano... ma senza sentirle... e probabilmente il pensiero sarà: "ma vedi quei pazzi".
Già noi siamo quei pazzi, quella minoranza che usa la rete e si indigna per tutto quello che non va... e si incazza ancora di più quando nel Tg1 (che dovrebbe essere il Tg più imparziale) dà notizie come quella su Dell' Utri nella quale si conta a ripetizione la parola "assoluzione", "assoluzione", "assoluzione" dove "infiocchettano" un servizio che per le orecchie di uno poco allenato potrebbe risultare come l' ennessima vittoria di Berlusconi verso tutti quelli che lo infangano senza ragione.
Oppure l'editoriale di Studio Aperto... basta che lo guardiate da voi per farvi un'idea... nel quale Berlusconi viene dipinto come una vittima di un sistema compatto che lotta esclusivamente contro di lui! E questi solo solo degli esempi di una lunga serie... ma se tutte le tv a fronte comune parlano con i medesimi toni, se poi trovi gli stessi riscontri nella maggior parte della carta stampata allora forse pensi che ti stiano dicendo la verità!
Insomma molte persone giustamente non hanno molto tempo da dedicare all' informazione, pensate a chi si spacca la schiena tutto il giorno e ritorna a casa la sera, magari ha pure dei figli ai quali deve dedicare attenzione, una moglie e quant'altro... sicuramente non avrà molta voglia di mettersi in Rete per vedere quante cazzate sono state dette oggi! Al massimo accenderà la tv per vedere qualche Tg, magari di quelli finti imparziali che sono peggio degli altri, e si informerà così... anche perché se dovesse cercare riscontri in altri Tg o giornali il tenore dell' informazione sarà il medesimo e quindi come non finire per credere a quello che ti dicono???
Si rimane senza parole...
Ma c'è una soluzione?
Forse nel breve no, fin quando la gente continuerà a credere alle tv... fin quando la mentalità non andrà a cambiare perché io sono certo che molti sanno di cosa stiamo parlando, magari non in maniera approfondita ma lo sanno, ma probabilmente il menefreghismo vince come se tutto ciò non li riguardasse, come se stesse capitando in un altro mondo...
Gli indiani erano stipati nelle riserve, noi peggio ancora, ci hanno messo dentro una palla di vetro nella quale non si sentono neanche le urla e chi ci vede nota solo delle persone arrabbiate che muovono la bocca... siamo noi i pazzi mica loro!!!

Saluti

giovedì 24 giugno 2010

Telecom Alice ci "sorveglia"? Mi piacerebbe avere una risposta!


Oggi vi ruberò pochi secondi ma vi porrò una domanda molto interessante riguardante la Telecom e in particolare chi usa i suoi servizi per accedere alle Rete.
Io ho Alice e da qualche tempo a questa parte ho notato che sono relinkato in automatico al motore di ricerca di alice se sbaglio indirizzo internet, invece dovrebbe andare al motore di ricerca predefinito da me.... come come accade per tutti gli altri gestori.
Mi è venuto un dubbio, perché so che quello che si cerca su un motore di ricerca privato rimane sul motore di ricerca.
Insomma se non ci avete fatto caso notato: se sbagliate a digitare un indirizzo tutti i browser vi spediscono sul motore di ricerca predefinito (Bing, Google, Yahoo). Se avete Alice NO. Indipendentemente dalla configurazione Alice vi manda alla pagina di Virgilio.
Domanda!
Questo potrebbe significare che Telecom filtra ogni nostra richiesta e quindi, non solo è in grado di farci vedere solo i siti che vuole farci vedere, ma è in grado, se necessario, di ricostruire click per click ogni dettaglio delle nostre navigazioni?
Ora non so se è legale tutto ciò, ma cmq mi piacerebbe capire se pure voi avete notato questa situzione e magari avere qualche risposta più tecnica da qualcuno ferrato in campo... se c'è si faccia e lo ringrazio in anticipo così mi toglierà un po' di dubbi!

Saluti

giovedì 6 maggio 2010

Sosteniamo Byoblu, sosteniamo noi stessi!

Non possiamo perdere un giornalista del calibrò di Messora. lui ci ha dato tanto e gratuitamente, sarebbe bello poter ricambiare. Il beneficio sarebbe nostro, più che suo, in quanto l'informazione libera è cosa rara e ora che abbiamo trovato un giornalista serio e competente ce lo facciamo sfuggire così? sarebbe assurdo. Quindi forza aiutiamo Messora e aiuteremo noi stessi, la nostra libertà e anche il nostro futuro!
Per aiutarlo possiamo sia acquistare il dvd che ha fatto sul terremoto abruzzese che cliccare i banner pubblicitari presenti nel suo blog... vi lascio il link:


Saluti

mercoledì 14 aprile 2010

Glob: a volte si accorgono della Rete!


Nella puntata dell' 11/04/2010 circa al minuto 56 sono passati una serie di video pescati su Youtube e uno di quelli era proprio il mio. Un video che parla dei risultati delle regionali appena concluse.
Sinceramente non mi ero neanche accorto di questo passaggio, se un utente con il quale ho l'amicizia sul tubo non mi avesse avvisato.
Il passaggio, sia mio che degli altri, è stato breve ed era la conseguenza di un discorso interessante, cioè dell'uso che viene fatto della Rete. Ci sono gli opinionisti istituzionali, della tv, straconosciuti. Ma oggi bisogna fare i conti con questo mezzo che noi tutti conosciamo, che incanala tanta pubblicità e che piano piano nel tempo ingloberà la televisione... e allora come comportarsi?

Ammetto che mi ha fatto piacere, non è stato niente di esclatante ma in fondo è un piccolo omaggio che mi prendo volentieri in quanto qualcosa di interessante avrò pur detto...

Saluti

mercoledì 23 settembre 2009

Blocco alla Rete: DDL Pecorella - Costa


Nuovo assalto alla Rete da parte del Palazzo... Visionate e diffondete!

Saluti

mercoledì 10 giugno 2009

Il maxi emendamento che cambierà l’informazione in Rete

L’Ansa battuta qualche minuto fa a proposito della fiducia che il Governo chiederà sul Maxi-emendamento in materia di intercettazioni ha un significato sinistro e preoccupante per la Rete: il testo maxi-emendato, infatti, introduce nel nostro Ordinamento l’obbligo di rettifica entro 48 ore a pena di una sazione pecuniaria tra i 15 ed i 25 milioni di vecchie lire per tutti i titolari di “siti informatici”.

Ho già detto molto, se non tutto, qui e qui a proposito della questione e, per non ripetermi (troppo) credo debba solo aggiungere che il Governo sta mostrando, una volta di più, di non conoscere la Rete ma di temerla incredibilmente almeno fin tanto che sarà diversa da una televisione…

Il maxi-emendamento rischia di cambiare molto nelle dinamiche dell’informazione in Rete ed è un inutile sacrificio della libertà di espressione che comprimerà i diritti di molti senza arrecare alcun vantaggio neppure a pochi.

Parliamone, parliamone, parliamone…

ARTICOLO & FONTE: guidoscorza.it

lunedì 23 marzo 2009

La Legge Pisanu e le dichiarazioni di Alfano


Dire che siamo più arretrati e vigilati della Cina o della Birmania non è più una bestemmia. Da qualche mese è in vigore la Legge Pisanu che di fatto limita la possibilità si espansione di questo mezzo.
Naturalmente non ti diranno mai che lo fanno per reprimere e censurare la Rete, ma bensì useranno parole e linguaggi per farti credere che lavorano per te, per la tua sicurezza e libertà! Il caso Pisanu è un esempio, usano il terrorismo per mascherare le nefandezze!


Data pubblicazione: 2009-01-05

Il decreto Pisanu, contro il terrorismo è stato prorogato e sarà quindi in vigore fino al 31 dicembre 2009. A fissare la proroga è stato il decreto legge 207/2008, pubblicato il 31 dicembre scorso.


Il decreto impone varie cose. Intanto chi offre accesso a internet in un pubblico esercizio o in un circolo privato è tenuto a registrarsi presso la Questura. Deve inoltre tenere un registro dei dati dei propri clienti o soci che si connettono a internet. C'è l'obbligo a un'identificazione certa degli utenti della propria rete (tramite carta d'identità o numero di cellulare) e a custodire i dati sul traffico che hanno fatto su internet (il cosiddetto "log"), perché le forze dell'ordine, all'occorrenza, possano consultarlo.


Il tutto vale non solo per gli internet point ma anche per qualsiasi privato che, da un esercizio pubblico o da casa propria, voglia dare accesso a internet a terzi. Se ne parla su blog e vari siti, in modo polemico, perché le misure previste dalla Pisanu non hanno uguali in altri Paesi democratici. Ricordano da vicino quelle adottate in Cina per controllare le navigazioni internet.


È un fatto che l'Italia sia in fondo alla classifica per numero di accessi pubblici WiFi, come descritto dall'osservatorio JiWire.


L'Italia ha 4,806 accessi WiFi. In Francia ce ne sono cinque volte di più, e l'Italia supera di poco la Spagna. Qualche punto lo hanno fatto recuperare i progetti WiFi della pubblica amministrazione. Come quello della Provincia di Roma, partito a dicembre 2008.


L'Adoc è sempre stata contraria alle norme della Pisanu. "Ora - osserva il Presidente dell'Adoc - il nostro Paese continuerà a tenere tutti gli italiani in un ingiustificabile stato di semilibertà vigilata, almeno per quanto riguarda la diffusione del Wi Fi free, facendo tra l'altro un gran regalo alle società telefoniche che gestiscono i server a pagamento, con la scusa della lotta al terrorismo."


Del resto questo Decreto è uno dei principali motivi per cui da noi è così raro potersi collegare a internet da un bar, un ristorante, una piazza, una stazione, mentre negli altri Paesi europei e nord americani è cosa normale.

Fonte
: adoc.org

Nei parchi di New York, di Londra, di Parigi, di Madrid ci si collega a decine di reti Wi Fi da una panchina o sdraiati su un prato. Siamo l'unica nazione del mondo che è riuscita a invertire l'accesso a Internet. Nessuno è stato capace di tanto. Neppure la Cina o la Birmania.


Le dichiarazioni di Angelino Alfano del 21/03/2009:


"Appena i tecnici del governo Berlusconi troveranno il modo, arriverà una nuova legge per contrastare gli abusi sempre più frequenti su Internet. Come in You Tube ad esempio".

Così il poveretto, durante un incontro pubblico del Pdl, ha risposto a un bambino della classe 5 B della scuola elementare Brignole Sale di Albaro. Dimenticando che anche internet è già sottoposto alle leggi dello Stato.


Il bambino lo interrogava sulla possibilità di interventi specifici contro gli eccessi presenti nel web, in particolare sul più famoso sito di condivisione video, Youtube. "Il nome stesso di rete - ha detto il comico - rimanda a una maglia difficile da controllare, ma stiamo lavorando sul tema".


Youtube

Sinceramente è difficile pure seguirli tutti, perché ogni giorno c'è un attacco alla Rete. L'importante è informarsi, perché un uomo informato è più difficile da prendere per il culo!

Saluti



P.S.-
Vi lascio anche un articolo pubblicato da Guido Scorza nel suo BLOG. Un interessante approfondimento della questione Internet.

giovedì 12 marzo 2009

L'On. Gabriella Carlucci vuole "regolamentare" la Rete!


Lunedì 9 Marzo leggendo un articolo su Punto-Informatico.it che trattava dell'On. Carlucci decisi di riprenderlo interamente sia nel blog I Silenti e in un video poi pubblicato su Youtube.

Oggi la sorpresa: aprendo youtube noto che un mio video ha oltre 100 commenti. Mi chiedo cosa possa essere successo e poi mi viene l'illuminazione... "vuoi vedere che Beppe Grillo lo ha pubblicato per farci un articolo nel suo blog?". Sono andato a vedere ed era proprio così!

Sono molto interessanti le ragioni scellerate che l'On. Carlucci ha scritto per una famigerata lotta alla pedofilia. Peccato che abbia fatto un piccolissimo errore di valutazione. Intanto il disegno di legge è una palesissima censura alla Rete con la solita scusa dei diritti d'autore, ma poi l'On. Carlucci si è fregata da sola. Vi riporto uno spaccato trovato su mantellini.it:
E comunque la proposta Carlucci liberamente scaricabile sul suo blog in formato .doc ha qualcosa di strano. Come ha notato Guido Scorza il computer sul quale il documento è stato scritto è intestato ad un certo Davide Rossi di Univideo. Evidentemente un amico di Gabriella, omonimo del presidente della Unione Italiana Editoria audiovisivi.
Insomma niente di nuovo. Una difesa alle lobby da parte dei politici che in questo caso convergono nel nome di Gabriella Carlucci.

Saluti

giovedì 5 marzo 2009

Roberto Cassinelli (PDL)


Chi segue questo blog sa che non ho una particolare simpatia per il governo Berlusconi, come del resto per la sua (inesistente) opposizione del PD, in quanto mira esclusivamente a fare leggi per tornaconto personale e di casta, per intendersi soci e amici!
Però, a volte ci sono dei però, questo non significa che tutto quello che riempe quella coalizione sia sbagliato e infatti voglio parlarvi di un deputato del PDL meritevole di elogi.

Quando la materia trattata è internet non sono mai stato compiacente e morbido nelle valutazioni: che fossero di D'alia, Barbareschi, Carlucci, Levi, Levi Bis, Maroni e lo stesso Cassinelli, che all'inizio aveva proposto un qualcosa di criticabile, come da lui ammesso in risposta ad un commento da me fatto.

I plausi di merito a questo deputato però vanno fatti. Intanto perché ha ascoltato anche il parere della Rete, e di chi la vive, per trovare soluzioni e poi perché ha lavorato insieme a tecnici qualificati che conoscono bene i meccanismi di questo strumento, cosa indispensabile se si vogliono fare leggi che realmente non vadano ad intaccare la libertà altrui.
Anche la sua presa di posizione sull'emendamento D'Alia è confortante.

Un'altra nota di merito che va fatta riguarda la sua disponibilità a parlare e rispondere al cittadino. Il deputato ha un suo blog (che ho messo anche nella mia blog-friends) dove non fa "filtraggio" per i commenti lasciati e dove lui personalmente, tempo permettendo, risponde a tutti. Questa è merce rara e va tenuta stretta!

Per concludere penso che ancora ci sia da migliorare, anche per gli emendamenti di Cassinelli, ma questo è l'approccio che ogni politico dovrebbe avere con il proprio elettorato.

Wikipedia Roberto Cassinelli

Saluti

RETTIFICA ORE 01.00: Ho rettificato il post in quanto dopo un cordiale scambio di e-mail con l'On. Cassinelli mi faceva notare una inesattezza tecnica nell'articolo.
Prendo ancora una volta l'occasione per ribadire la cordialità di questo deputato, che oltre ad aver risposto nel giro di poco tempo si è prodigato anche a lasciare consigli e mettersi a disposizione per qualunque necessità.

martedì 17 febbraio 2009

Il Se.D'Alia vuole censurare internet



Il caso Internet del Senatore D’alia!
Ma questa è gente che non ha minimamente cognizione di causa di ciò che sta dicendo. Non conosce minimamente il mondo internet e lo tratta, per ignoranza, alla stessa maniera di come si trattavano i comunicati stampa nel ‘48 non rendendosi conto che si sono fatti passi avanti monumentali nella tecnologia.
Il guaio è che oltre all’ignoranza di queste persone, che va ricordato: decidono per tutti noi, probabilmente c’è anche una chiara manovra politica per censurare internet. La Levi e Levi bis, la Cassinelli, le proposte di Maroni per catalogare gli IP, il DDL sul diritto di rettifica, la guerra scellerata di Berlusconi contro youtube e le forti pressioni politiche per far censurare alcuni siti ne sono la riprova.
Per rendersi conto delle cazzate che dice questo senatore basta ascoltarlo e se non fosse serio sarebbe più esilarante della Guzzanti ma il problema è che parla seriamente!!!

P.S.- Sempre per rimanere in tema di meccanismi atti a bloccare internet ed in particolare i blog vi lascio un video sul diritto di rettifica che spiega in maniera dettagliate queste cose:
Il DDL sulle intercettazioni riprova ad imporre ferree limitazioni al mondo dei blog, ignorandone la natura e soprattutto ignorando le possibilità della tecnologia. In particolare, vuole imporre al blogger di garantire il diritto di rettifica entro 48 ore dalla comunicazione che ne fa richiesta. Pena: 13.000€ su per giù. Significherebbe la chiusura dei blog.
Della serie: piove sul bagnato!

P.P.S.- Ore 13.00 -
Su segnalazione di Renato ho appreso di una nuova iniziativa che porta il nome di Gabriella Carlucci. Leggi
Della serie: piove e ripiove sul bagnato!

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PASSAPAROLA

Naturalmente non può mancare l'appuntamento con il Passaparola di Marco Travaglio che come ogni settimana tocca tematiche importanti per noi tutti. Questa volta si parlarerà di magistratura e informazione.
QUI potete trovare sia il video che il testo, per chi non avesse una connessione a banda larga.

Saluti

mercoledì 3 dicembre 2008

Internet, l'Italia di Eurostat sprofonda e retrocede


Roma - Quando si parla di accesso ad Internet e della sua diffusione nelle famiglie si è abituati da sempre a parlare, nel bene o nel male, di crescita e sviluppo: Eurostat invece ha pubblicato ieri dati secondo cui diminuiscono le famiglie italiane che dispongono di Internet.

In particolare, i dati dell'osservatorio europeo parlano di una percentuale di famiglie "internet-enabled" che è variata dal 40 al 43 per cento tra il 2006 e il 2007 e che è scesa dal 43 al 42 per cento nel 2008.

Le ragioni di un calo di questo genere, caso unico nei 27 paesi dell'Unione Europea monitorati da Eurostat, sono tutte da verificare. Si potrebbe ascrivere, ma si tratta di considerazioni su elementi che devono ancora essere valutati, ad una maggiore diffusione dell'accesso via telefonino: per quanto parziale, come testimoniano le cifre diffuse ieri da Doxa/Audiweb, aumenta il numero degli italiani connessi via mobile, e si tratta perlopiù di accessi di tipo "business".

Oltre alla tradizionale difficoltà culturale dell'Italia di sganciarsi dai media tradizionali e abbracciare la rete con l'entusiasmo che si intravede in altri paesi (in Francia l'accesso delle famiglie è salito tra il 2007 e il 2008 dal 49 al 62 per cento), a contribuire ad un dato negativo sul quale in queste ore si interrogano in tanti, potrebbe aver giocato anche il ritardo della diffusione di Internet nelle imprese. Se oggi la rete è finalmente distribuita nella grande maggioranza delle aziende, è oggi che può iniziare ad affermarsi il dato relativo all'utilizzo di Internet sul luogo di lavoro. Poter accedere alla rete dall'ufficio può spingere una fetta di utenza a rinunciare al costo di un abbonamento domestico alla rete.

Inutile dire, come suggerisce qualcuno in queste ore, che a giocare un ruolo potrebbero essere stati anche i campioni diversi e più ampi rispetto agli anni precedenti o le differenti metodologie di analisi. Ma, al di là di queste considerazioni, l'unica certezza che emerge è che
il digital divide dell'Italia col resto d'Europa va crescendo ed affermandosi anno dopo anno.

Le famiglie italiane con accesso ad Internet sono, come detto, al 42 per cento ma la media europea è al 60, e ci sono paesi partiti svantaggiati rispetto all'Italia che hanno già superato di gran lunga il dato italiano. Si pensi alla Lituania, che veleggia al 51 per cento, la Polonia, ora al 48, e persino la Spagna, che seppure con una crescita non particolarmente spiccata, vede Internet nel 51 per cento delle famiglie.

Non solo. Stando ai dati Eurostat la diffusione della banda larga in Italia è cresciuta considerevolmente tra il 2006 e il 2007, dal 16 al 25 per cento, mentre ha rallentato la crescita nell'anno successivo, portandosi all'attuale 31 per cento. Sebbene si tratti di un dato in crescita, la media europea è salita di più: oggi le famiglie europee con broad band sono il 48 per cento del totale. Il risultato di tutto questo è che non solo le famiglie italiane dispongono di "poca Internet", ma che anche quelle che dispongono di banda larga crescono meno di quanto avvenga nella maggior parte degli altri paesi dell'Unione.

Se ai primi posti delle classifiche Eurostat si trovano come sempre gli stati del nord Europa, Olanda, Norvegia e Danimarca in testa, colpisce come l'Italia sia indietro anche nell'uso "intensivo" della rete. I dati Eurostat riferiti alle attività svolte online dagli utenti, indicano che gli italiani non considerano il commercio elettronico, diffidano dell'internet banking, utilizzano poco i servizi della pubblica amministrazione e non approfittano della rete nemmeno per cercare un posto di lavoro.

La sensazione, osserva qualcuno in queste ore, è che, al di là dei numeri, ciò che emerge sia la profonda arretratezza culturale italiana, che spinge moltissimi ancora a rivolgersi ai media cartacei e alla televisione, trascurando la portata innovativa e l'afflato evoluzionistico apportato dalla rete. È il disinteresse per Internet ad alimentare queste classifiche, un divide digitale che è appunto, prima di tutto, un divide culturale.

Articolo preso da Punto-Informatico

mercoledì 24 settembre 2008

L'Italia e Internet


Piano piano qualcosa si muove.

Noi italiano rispetto al resto d'Europa siamo un pochino indietro nell'uso di Internet. Però qualcosa si sta muovendo,perché sempre più gente impara a usare questo fantastico mezzo.Soprattutto i giovani,che mentalmente sono già aperti a questa realtà,ma non solo....
Da uno studio fatto da
La Feltrinelli sembra che siano 8 milioni le persone che abitualmente usano la rete,cioè 1 italiano su 8. Non male vero? A farla da padrone sono i social network con My Space in testa (59,5% degli iscritti con 2,7 milioni di utenti),Facebook segue invece al 19,5% (900 mila utenti), LinkedIn, la community professionale, al 7,7% (300 mila), infine, seguono gli altri network, come FlickR, Anobii e Badoo, che insieme totalizzano il 13,3% (625 mila persone).
Ma niente paura ci siamo anche noi "bloggers" e siamo una bella fetta;infatti copriamo il 14% del totale dei navigatori in rete con 3,4 milioni di blog aperti.
Ora perché queste notizie in parte mi rincuorano? Perché sono felice del fatto che questo strumento prenda sempre più piede in Italia,a una velocità ben superiore alle aspettative.Purtroppo a farla da padrone è ancora la tv,ma nel tempo verrà sicuramente messa in minoranza,perché le possibilità che ti dà internet sono immensamente superiori a qualunque altro organo di informazione.Vi spiego perché,riportando una parte di articolo (fu il primo in assoluto del blog) che scrissi tempo fa:
"Berlusconi ha in mano l'informazione in Italia,sia televisiva che cartacea.Ha 3 reti Nazionali (di cui una abusiva; Rete4),ne controlla 2 pubbliche (Ra1 e 2) e detiene una forte influenza sulla terza rete (quella che dovrebbe essere della inesistente Sinistra).E' proprietario (direttamente e/o indirettamente) di diverse testate giornalistiche; Il Giornale di Paolo Berlusconi (ndr il fratello),Il Foglio (ndr di sua moglie),della Mondadori...che gestisce molti settimanali,fra cui Panorama, ed è appoggiato da molti altri giornali con i quali ha più o meno interessi trasversali.E' proprietario di radio.In tutto questo detiene una foltissima schiera di giornalisti sempre pronti a "informare" il Paese con notizie e articoli molto spesso distanti dalla realtà,perché è più comodo e carrieristico asservire il potente in tutto e per tutto...
Questa è anche chiamata informazione tradizionale,cioè quella che noi tutti abbiamo sempre conosciuto e seguito.Con la quale però non c'è modo di interagire,dialogare,mettersi a confronto a livello paritario...puoi solo assorbirla in quanto sei limitato a leggerla in qualche articolo o seguirla su qualche schermo,senza però avere la possibilità di dare una risposta immediata a chi divulga informazioni o dati.Passatemi il confronto ma oserei dire una informazione strutturata come una cupola mafiosa; dove a capo c'è il proprietario (capo clan?!?!) e man mano che si scende tutti i collaboratori.Dai vari direttori,capo redattori,giornalisti etc. etc. tutti (o quasi) con l'unico intento di riportare "informazione" che piaccia al Capo Clan (proprietario?!?!)!
Ora in un Paese realmente democratico,dove il Presidente Del Consiglio non detenesse il 90% dell'informazione,anche questo modo di fare giornalismo potrebbe andare bene,in quanto essendo democratico ci sarebbe pluralismo informativo e libertà di pensiero dove il giornalista potrebbe liberamente esprimere il proprio lavoro in forma totalmente libera.Ma siamo in Italia e non è così."
Il punto è proprio questo:più gente inizierà ad usare la Rete e più pluralismo e libertà di scelta ci sarà.Per questo sono contento.Pensate a uno come Grillo;snobbato da tutta la stampa,censurato dalla Rai per anni.Senza la Rete non avrebbe potuto portare alla ribalta i V-Day e non avrebbe potuto fare la campagna di informazione libera che sta portando avanti.Lo stesso discorso vale per Travaglio e per chi come lui usa questo mezzo per informare su ciò che sta accadendo in Italia.Immaginate se invece di 8 milioni le utenze fossero 20/30 milioni...secondo voi la maggior parte della gente si farebbe prendere per il culo come sta succedendo ora? Io dico di no!
E' anche vero che in internet si trova di tutto,quindi non è facile,per chi ha poca esperienza,giostrarsi fra queste mille pagine.Ma è questione di tempo. Mio nonno 5 anni fa non sapeva neanche cosa fosse un cellulare,ora sono io a chiedergli spiegazioni per le varie funzioni.


Quindi forza e coraggio e ricordatevi di diffondere la bontà di questo strumento!