martedì 19 agosto 2008

Mediaset vs Youtube


Ed eccomi qui, ad aver aperto come tanti un blog.
Mi auguro sarà una bella esperienza... e come primo post non potevo che trattare lo strumento che adesso stiamo usando: INTERNET!

Probabilmente molti di voi non saranno al corrente che l'azienda del Biscione (Mediaset) ha intentato una causa milionaria verso Google-Youtube.Vi chiederete "per quale motivo??"! Semplice, a detta loro non hanno rispettato il copyright su migliaia e migliaia di filmati che circolerebbero tranquillamente nella rete recando un grave danno economico a mediaset.
Approssimativamente sembra che i video "non in regola" siano 4.500... recante un danno economico pari a 500 milioni di €, questa è la richiesta di risarcimento, per mancati introiti pubblicitari.
Almeno questo è quello che cercano di farci credere,perché a pensier comune; analizzando un attimo più approfonditamente la questione sorgono molti dubbi in proposito...

Seguitemi nel ragionamento:

Berlusconi ha in mano l'informazione in Italia,sia televisiva che cartacea. Ha 3 reti Nazionali (di cui una abusiva; Rete4),ne controlla 2 pubbliche (Ra1 e 2) e detiene una forte influenza sulla terza rete (quella che dovrebbe essere della inesistente Sinistra). E' proprietario (direttamente e/o indirettamente) di diverse testate giornalistiche; Il Giornale di Paolo Berlusconi (ndr il fratello), Il Foglio (ndr di sua moglie), della Mondadori... che gestisce molti settimanali, fra cui Panorama, ed è appoggiato da molti altri giornali con i quali ha più o meno interessi trasversali. E' proprietario di radio. In tutto questo detiene una foltissima schiera di giornalisti sempre pronti a "informare" il Paese con notizie e articoli molto spesso distanti dalla realtà, perché è più comodo e carrieristico asservire il potente in tutto e per tutto...
Questa è anche chiamata informazione tradizionale, cioè quella che noi tutti abbiamo sempre conosciuto e seguito. Con la quale però non c'è modo di interagire, dialogare, mettersi a confronto a livello paritario... puoi solo assorbirla in quanto sei limitato a leggerla in qualche articolo o seguirla su qualche schermo,senza però avere la possibilità di dare una risposta immediata a chi divulga informazioni o dati. Passatemi il confronto ma oserei dire una informazione strutturata come una cupola mafiosa; dove a capo c'è il proprietario (capo clan?!?!) e man mano che si scende tutti i collaboratori. Dai vari direttori, capo redattori,giornalisti etc. etc. tutti (o quasi) con l'unico intento di riportare "informazione" che piaccia al Capo Clan (proprietario?!?!)!
Ora in un Paese realmente democratico, dove il Presidente Del Consiglio non detenesse il 90% dell'informazione, anche questo modo di fare giornalismo potrebbe andare bene, in quanto essendo democratico ci sarebbe pluralismo informativo e libertà di pensiero dove il giornalista potrebbe liberamente esprimere il proprio lavoro in forma totalmente libera. Ma siamo in Italia e non è così.
Ora state cominciando a capire perché sta facendo una causa a Youtube e probabilmente cercherà di fare norme che ristringano il potere di internet?
Sì,proprio per quello, bravi! Da qualche anno i nostri politicanti hanno dovuto far fronte a una nuova realtà, che piano piano sta sostituendo tutti i punti di riferimento avuti fino ad oggi. Questa nuova realtà si chiama Internet.
Il problema (per loro) è che all'interno della rete non esistono censure,ci sono meno filtri informativi e per chi cerca notizie (anche scomodissime) con un po' di pazienza le trova. Perché è libera,fatta da noi. Dove lo scambio di informazioni viene per passaparola,dove molta gente epurata dalle tv, perché scomoda,qui ha la possibilità di esprimere il suo pensiero senza censura. Gente come Travaglio, Grillo, Beha e tanti altri hanno trovato con Internet la possibilità di tenerci informati realmente sullo stato del paese. E di questo cominciano ad aver paura, perché la rete prende sempre più piede e il coperchio che hanno creato potrebbe non bastare più per difenderli dalle bugie che ci propinano ogni giorno!

Vi chiedo, siete sempre convinti che la causa intentata da Mediaset sia puramente economica?

Magari approfondirò l'argomento più avanti. Voglio solo dirvi che hanno già intrapreso un cammino buio e aspro per la libertà. La riforma sulla Giustizia è allucinante; dove rendono veramente difficoltose le indagini. Per non aprire sul disegno di legge sulle intercettazioni.Dove iniziò l'opera il mirabolante Ministro di Grazia e Giustizia Mastella (dello schifosissimo Governo Prodi) e ora, dove finirà l'opera Berlusconi.
Un disegno di legge che vieta ai giornalisti di riportare, riassumere e/o menzionare intercettazioni fin quando la giustizia non sarà arrivata alla fine del suo corso, (pena per chi sgarra: detenzione e multa per il giornalista e mega multa per l'editore che fa pubblicare queste cose nel proprio giornale), cioè dopo anni, vista la lentezza dei 3 gradi di giudizio.Ma lo sapevate che con questa legge non avremmo saputo niente delle scalate bancarie truffaldine del 2005! Quelle di Fazio e Fiorani,come non sapremmo niente della scalata Unipol che ha coinvolto Consorte più i nostri brillanti politici di sinistra! Non avremmo saputo nulla sullo scempio sanitario che si era creato al Santa Rita di Milano,non avremmo saputo niente sui "furbetti del quartierino" (Ricucci, Coppola etc. etc.), niente su Moggi e calciopoli, niente su vallettopoli e sulle tangenti prese in basilicata tramite le asl, niente sulle tangenti romane, sempre sulla sanità... e mi fermo perché potrei dilungarmi molto...! Bene tutti questi reati non li avremmo saputi e tutta quella gente che li ha commessi ora sarebbe al proprio posto,le ruberie continuerebbero senza freni e noi saremmo sempre più poveri... e non solo di soldi!
Per chiudere il discorso, l'intento che stanno perseguendo mi sembra molto semplice: 1) mettere i bastoni nelle ruote della giustizia 2) tappare la bocca all'informazione consueta, tv e giornali 3) cercare di imbavagliare anche internet, ultime vera fonte di libertà!

Vi lascio un bel video di un ragazzo che si dà da fare per noi, per la nostra informazione libera:



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