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sabato 20 giugno 2009

Giancarlo Caselli sul DDL intercettazioni / Referendum 2009


Cosa cambierà se il ddl intercettazioni dovesse passare come legge dello stato... Diffondete la notizia e il video!

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Per quanto riguarda il referendum, per chi andrà a votare, vi consiglio per una serie di motivi QUI elencati di votare NO!

Buon fine settimana...

Saluti

mercoledì 10 giugno 2009

Il maxi emendamento che cambierà l’informazione in Rete

L’Ansa battuta qualche minuto fa a proposito della fiducia che il Governo chiederà sul Maxi-emendamento in materia di intercettazioni ha un significato sinistro e preoccupante per la Rete: il testo maxi-emendato, infatti, introduce nel nostro Ordinamento l’obbligo di rettifica entro 48 ore a pena di una sazione pecuniaria tra i 15 ed i 25 milioni di vecchie lire per tutti i titolari di “siti informatici”.

Ho già detto molto, se non tutto, qui e qui a proposito della questione e, per non ripetermi (troppo) credo debba solo aggiungere che il Governo sta mostrando, una volta di più, di non conoscere la Rete ma di temerla incredibilmente almeno fin tanto che sarà diversa da una televisione…

Il maxi-emendamento rischia di cambiare molto nelle dinamiche dell’informazione in Rete ed è un inutile sacrificio della libertà di espressione che comprimerà i diritti di molti senza arrecare alcun vantaggio neppure a pochi.

Parliamone, parliamone, parliamone…

ARTICOLO & FONTE: guidoscorza.it

venerdì 5 giugno 2009

Intercettazioni telefoniche: uno schiaffo agli italiani


Non c'è molto altro da aggiungere. Una porta aperta alla delinquenza...

sabato 14 marzo 2009

Intercettazioni: silenzio tombale



Per chi non potesse vedere il video riporto l'intero intervento di Antonio Di Pietro fatto alla Camera dei Deputati contro il disegno di legge sulle intercettazioni.

Testo dell'intervento:

"Signor Presidente, le intercettazioni telefoniche, come noto, sono uno strumento per cercare la prova dei reati. In realtà, in questo provvedimento vi sono disposizioni che non hanno nulla a che vedere con le intercettazioni e che sono state introdotte, evidentemente, per fini diversi da quelli delle intercettazioni.
Ebbene, nell'insieme delle disposizioni che sono state presentate, noi dell'Italia dei Valori abbiamo evidenziato ben dodici questioni di legittimità costituzionale. Non so se in dieci minuti avrò il tempo di illustrarle tutte e dodici, ma ovviamente ci riportiamo al testo scritto anche perché, di fronte al silenzio - oserei dire al menefreghismo - di una parte di questo Parlamento, ci penserà la Corte costituzionale, appena sarà interessata dalle singole procure e dai singoli tribunali, a ripristinare un minimo di legalità costituzionale rispetto a questo disegno di legge pluri-incostituzionale che stiamo - che state - varando.
Allora dovete sapere che, proprio perché è così incostituzionale, questa legge finirà ancora di più per bloccare il lavoro della polizia e della magistratura per combattere la criminalità perché molti processi, soprattutto i più gravi e i più delicati, si bloccheranno nelle aule giudiziarie per aspettare che la Corte costituzionale si pronunci su una miriade di questioni di incostituzionalità che si ritrovano.
La prima delle quali non riguarda le intercettazioni, ma è gravissima ed è contenuta nell'articolo 1, comma 2, del disegno di legge n. 1415-A, nella parte in cui prevede che il magistrato, se risulta iscritto nel registro degli indagati, deve essere sostituito.
È una norma assurda che viola il principio generale del giudice naturale, viola il principio generale per cui nessun giudice può essere rimosso nella trattazione del processo (articolo 25 della Costituzione), viola l'articolo 107 della Costituzione nella parte in cui prevede che i magistrati, pubblici ministeri compresi, siano inamovibili, viola l'articolo 112 della Costituzione nella parte in cui prevede che il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale, non potendo esserne distratto da altri soggetti, viola l'articolo 27 della Costituzione che fa discendere conseguenze dalla iscrizione (come atto dovuto) nel registro degli indagati anche dei tempi per indagare, viola l'articolo 111 della Costituzione.
Ma detto ancor più semplicemente, l'articolo che prevede che basta denunciare un magistrato perché il magistrato non debba più svolgere l'indagine garantisce l'impunità a qualsiasi imputato il quale, ogni volta che vede che un magistrato indaga su di lui, basta che lo denunci anche se dice una stupidaggine atroce e, siccome deve essere iscritto nel registro notizie di reato il nome del magistrato, questo fascicolo deve passare ad altro magistrato di altro tribunale e così via fino a quando arriva la prescrizione, fino a quando arriva l'impunità o fino a quando arriva un magistrato che si riesce a comprare.
Questa è un'assurdità che non ha alcuno spazio in uno Stato di diritto: oltre che incostituzionale è immorale, come è immorale il fatto che non ne volete prendere conoscenza e cognizione (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)! Allora che resti agli atti che la Corte costituzionale farà giustizia di tutto questo, ma intanto voi per un certo periodo di tempo avrete bloccato una serie di processi contro gravi fatti di criminalità.
Riteniamo poi incostituzionale anche l'articolo 1, comma 2, lettera b), e l'articolo 3, comma 1, nella parte in cui prevede il «buio tombale» rispetto alla possibilità di far sapere all'opinione pubblica e ai cittadini che cosa sta succedendo, di quali fatti è accusato qualcuno, specie se è un pubblico ufficiale, un politico, una persona che usa poteri pubblici, denaro pubblico, istituzioni pubbliche.
È irragionevole che, rispetto a tutto questo, non si debba far sapere più nulla. Ho saputo che adesso il Governo vuole modificare il testo prevedendo che, invece, i giornalisti possono pubblicare gli atti per riassunto. È un'assurdità e un'ipocrisia atroce: chi ha detto che la pubblicazione per riassunto è meno invasiva della pubblicazione per intero e chi ha detto che, pubblicando per riassunto, si capisce meglio ciò che è accaduto veramente? L'unico modo per sapere esattamente come stanno i fatti è lasciare al giornalista la responsabilità di scrivere esattamente una riga o dieci righe per raccontare il fatto, assumendosene la responsabilità, ma non obbligare al riassunto. Il riassunto di settecento pagine deve essere settanta pagine, sette righe o settecento? Dipende da che cosa vi è scritto; dipende da che cosa si deve dire. Può darsi che il riassunto debba essere ancora più lungo del testo integrale perché lo devo spiegare ancora meglio. Pertanto, è un nonsenso! Io non faccio il giornalista, ma una proposta del genere farebbe ridere o piangere qualsiasi giornalista.
Così come riteniamo non solo del tutto irragionevole ma tale da violare l'articolo 21 della Costituzione, vale a dire il diritto a informare, a informarsi e ad essere informato, la previsione di questa norma che vuole evitare di far conoscere ai cittadini ciò che accade. Ecco perché noi riteniamo che sulle questioni di legittimità costituzionale in esame debba almeno valere il detto secondo il quale «noi ve lo avevamo detto, ve lo avevamo detto»! Infatti la Corte Costituzionale, la Corte di giustizia delle Comunità europee faranno giustizia di questo altro scempio della legalità e della corretta informazione.
Ed ancora, che cosa dire di un'altra questione di legittimità costituzionale che riteniamo davvero assurda così per come voi volete formulare la disposizione? Per poter intercettare sono necessari i gravi indizi di colpevolezza, ma se l'intercettazione è uno strumento per cercare la prova dei reati, voi volete che la prova ci sia già! È irragionevole e, quindi, viola anche l'articolo 3 della Costituzione l'idea che intanto si può intercettare in quanto vi sia una prova di colpevolezza; infatti, a quel punto, non ve ne sarà più bisogno, anzi non si dovrebbe neanche più disporre l'intercettazione, dal momento che quest'ultima è proprio finalizzata a trovare una prova che in quel caso è già stata trovata. Lo so, lo so: avete detto che ci avete ripensato e che adesso vorreste indicare una modifica, prevedendo non più «gravi indizi di colpevolezza» ma «evidenti indizi di colpevolezza». Anche questa è ipocrisia e anche questo, se permettete, è indice di ignoranza perché - lasciatemelo dire - non capisco l'italiano, non so parlare l'italiano (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania)... ma sono andato a leggere il dizionario Devoto-Oli e il De Mauro e vi leggo che cosa dicono il De Mauro e il Devoto-Oli su questi due termini: «grave» secondo questi dizionari significa preoccupante, serio, mentre «evidente» vuol dire che non ha bisogno di dimostrazione, certo, indubbio. Questo ci insegna chi conosce la lingua italiana.
Dunque, voi volete dire che non prevedete più i gravi indizi di colpevolezza, ma gli evidenti indizi di colpevolezza; cioè non vi basta neanche qualcosa per cui c'è una grave prova in corso, ma deve essere proprio evidente, proprio sicuro, deve essere una prova che non ha bisogno di dimostrazione, che è certa, indubbia! Soltanto in questo caso si possono disporre le intercettazioni e volete farci passare questa modifica come migliorativa per venire incontro alle osservazioni che vi abbiamo fatto in ordine ai gravi indizi di colpevolezza? Parlando di evidenti indizi di colpevolezza - ve le lo dice persino uno che non capisce l'italiano - state dicendo una «minchiata» italiana!
Stabilito questo e andando oltre, riteniamo che vi siano altre gravi questioni di costituzionalità ancora presenti in questa norma. Riteniamo che affermare che debba essere irrogata una sospensione per tre mesi nei confronti del giornalista che pubblichi qualcosa che si ritiene non avrebbe dovuto pubblicare, prima ancora di accertare se è vero o non è vero che ha sbagliato, viola il principio della non colpevolezza fino a prova contraria.
L'altra questione che vogliamo farvi presente è anche questa idea che le intercettazioni tra presenti possano avvenire solo quando si sta commettendo il reato. Ma che è ragionevolezza è questa?
Che senso ha dovere intercettare soltanto quando si sa che lì si sta commettendo il reato tra presenti e non anche quando si sta spartendo il bottino o quando si sta organizzando la rapina? Questa è un'altra questione irragionevole.
Insieme a tali questioni, vi sono altre sette questioni di costituzionalità che abbiamo messo per iscritto, che i tempi ristretti che ci avete dato ci impediscono di poter sviluppare, ma che svilupperemo durante la fase di merito, richiamando anche la questione costituzionale, sin d'ora ribadendo che, varando il provvedimento in esame, state facendo un abuso di funzione (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
"

Saluti, a lunedì

mercoledì 11 marzo 2009

Disegno di legge sulle intercettazioni


Domani verra' avviata alla Camera la discussione sul disegno di legge sulle intercettazioni. Anche se ci sono lievi "ritocchi" - per altro inutili e di fatto peggiorativi - sui gravi indizi di reato, la riforma rimane una gravissima limitazione ed una catastrofe per il nostro sistema giudiziario, oltre che una "museruola" all'informazione pubblica gia' profondamente controllata nel nostro Paese.

Lo spiega ampliamente un articolo apparso questa mattina su La Stampa a firma di Carlo Federico Grosso (leggi la biografia su Wikipedia), che sottolinea come la questione della privacy e degli abusi nelle pubblicazioni di intercettazioni siano, in realta', "particolarmente enfatizzati" per pilotare, come unica soluzione possibile, l'indebolimento del sistema giudiziario e della libera informazione attraverso questo disegno di legge.

L'Italia dei Valori e' pronta a fare un'opposizione senza sconti su questo tema, così come ha fatto fin da quando questa riforma è stata presentata in Aula.

Vi ho riportato un articolo ripreso dal blog dell'IDV perché sono giornate importanti per la nostra libertà e sicurezza. Se dovesse passare vivremo in una società che tutelerà molto meno i nostri diritti e renderà gli impuniti ancora più impunibili. Questo vale sia per il finanzieri ruba milioni che per il violentatore stupra adolescente.

Saluti

giovedì 5 febbraio 2009

Benvenuta Giorgia


Una nuova pargoletta è entrata in famiglia. Si chiama Giorgia ed è la mia bellissima nipotina.
Nata sabato con un parto ultra veloce e privo di qualunque difficoltà è venuta al mondo questa frugoletta che pesava 3,800kg di bellezza.

In questi giorni sono stato molto indaffarato per questo lieto evento, che aspettavamo tutti, tanto da esserla andata a trovare più volte. Anche la mia piccina (mia figlia Maddalena) è molto entusiasta per questo evento... E chi non lo sarebbe... :-)

Se latito un po' dal blog e dalle vostre idee il motivo è presto detto, ma non tarderò a ritornare nei vostri lidi.

Detto questo vi saluto e arrivederci nel prossimo futuro (immediato).


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Vi lascio anche l'immancabile video di Travaglio che parla ancora di intercettazioni e di come cercheranno di fregarci facendoci credere che lavorano per noi!
Per chi non può vedere il video
QUI il testo.



Saluti

martedì 27 gennaio 2009

Archivio Genchi: vero o FALSO / Passaparola


Nell’ottobre ‘96, dovendo giustificare con i rispettivi elettori l’inciucio della Bicamerale, destra e sinistra presero per buona la bufala del “cimicione” che Berlusconi disse di aver trovato nel suo studio e attribuì alle “procura deviate”. Poi si scoprì che era un ferrovecchio inutilizzabile, piazzato in casa sua da un amico del capo della sua security incaricato di “bonificargli” la reggia. Ma intanto la Bicamerale era nata e il cimicione-truffa aveva svolto la sua sporca funzione. Ora Al Tappone ci riprova con un’altra superballa, assecondato al solito dalla presunta opposizione e dai giornali: il presunto “scandalo” dell’“archivio Genchi”, che dovrebbe spianare la strada alla controriforma delle intercettazioni. Gioacchino Genchi è un funzionario di polizia, in aspettativa da anni, che collabora con la magistratura fin dai tempi di Falcone, ha fatto luce sulle stragi di mafia, ha risolto decine di omicidi insoluti e tuttora collabora con varie Procure in indagini su malaffari, mafioserie e fatti di sangue. Che fa Genchi: intercetta? No, non ha mai intercettato nessuno. Dunque, qualunque cosa si voglia sostenere sulla sua attività, non ha alcun legame con la legge anti-intercettazioni. Che fa allora Genchi? I magistrati,secondo la legge, dispongono intercettazioni e acquisizioni di tabulati telefonici. Poi li passano al consulente tecnico, che li “incrocia” grazie a software sofisticati e relaziona sui contatti telefonici fra indagati intercettati e non indagati. Genchi l’ha fatto anche nelle indagini di De Magistris, prima che fossero scippate al titolare. Tutte le cifre che si leggono sui giornali e i commenti dei politici (compreso l’ineffabile presidente del Copasir Francesco Rutelli, amico dell’indagato n.1 di “Why Not”, Antonio Saladino) sono falsi o manipolati o frutto di crassa ignoranza. Chi si scandalizza per le “migliaia di telefoni controllati per conto di De Magistris”, chi strilla perché fra quei numeri ci sono quelli di “molti non indagati”, di parlamentari non intercettabili, di agenti segreti, non sa quel che dice. O mente sapendo di mentire. Per conto di De Magistris, Genchi ha trattato 730 utenze, appartenenti a un numero molto inferiore di persone (ciascuna usa più telefoni e più schede): fra queste ci sono decine di indagati e centinaia di non indagati. Com’è inevitabile, visto che i tabulati indicano chi chiama chi, chi viene chiamato da chi, e da dove, e a che ora, ma non il contenuto della conversazione. E ciascun indagato parla con decine di non indagati. Nessuno può sapere chi sono queste persone (onorevoli? agenti segreti? papi?), finchè non si risale al titolare dell’utenza. Solo dopo, se l’utente è coperto da immunità o altri privilegi, si provvede a fermarsi o a chiedere il permesso. In ogni caso è impossibile violare segreti di Stato leggendo il tabulato di una spia (non si sa cosa dice), né intercettandola: la legge vieta a militari e agenti segreti di “trattare al telefono argomenti classificati”. Se uno 007 parla al telefono di segreti di Stato, è lui a violare la legge, non chi lo ascolta.

voglioscendere.it

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L'appuntamento settimanale con il Passaparla di Marco Travaglio che questa settimana parla di INTERCETTAZIONI TELEFONICHE e del "caso" Genchi. Qui potete trovare il testo del video.



Saluti

martedì 20 gennaio 2009

Invia una e-mail a Gianni Chiodi!



Mi voglio fare carico di una notizia che sta diffondendo in Rete Claudio Messora, conosciuti ai più come Byoblu.
Riguarda il neo governatore dell'abruzzo Gianni Chiodi eletto in forza al PDL. Quest'ultimo dovrebbe rispondere pubblicamente a delle dichiarazioni fatte, e da lui assecondate, da Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale in abruzzo.

La storia è presto detta; Berlusconi in campagna elettorale ha convinto la cittadinanza abruzzese a votare Chiodi promettendo una "valangata" di miliardi da investire nella regione abruzzo. Peccato che alla successiva riunione del CIPE non è stato stanziato neanche un cent per la regione abruzzo. CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO-ARTICOLO

Byoblu ha fatto un video chiedendo a Gianni Chiodi di spiegare dove sono i soldi promessi. Il neo governatore si sta rifiutando di rispondere e quindi entriamo in gioco noi, cittadini di buona volontà.
Come?
Mandando delle e-mail di sollecitazione a Chiodi e agli organi di informazione abruzzese.


Manda una e-mail a:


Includi anche:


Se non volete copiare tutto potete andare direttamente nel suo blog, dove c'è già una e-mail compilata con tutti gli indirizzi e numeri telefonici. Basta solo spedirla. IL BLOG DI BYOBLU

Io l'ho già mandata e ho condiviso il video su youtube, ora tocca a voi. Mi raccomando collaborate!

Saluti


P.S.- Come ogni martedi, il Passaparola di Marco Travaglio che potete trovare a questo link con allegato il testo.

P.P.S.- Qui potete trovare un articolo molto utile di Antonio Di Pietro che tratta della questione intercettazioni telefoniche.