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mercoledì 26 maggio 2010

La Gelmini colpisce ancora!


Fateci caso: ogni decisione che cercano di prendere la spacciano sempre per qualcosa che serve a noi, cittadini comuni mortali di questo povero Paese.
Si sta facendo così con il ddl intercettazioni nel quale ci dicono che è fatto esclusivamente per tutelare la nostra privacy (quando c’è già una legge che tutela la nostra privacy) invece di dirci che è un dl fatto esclusivamente per impedire alla giustizia di compiere il proprio lavoro e alla stampa di fare altrettanto. Non dobbiamo sapere, punto!
Stessa cosa per la proposta avanzata da un senatore PDL e ora in fase di valutazione della nostra ministra Gelmini la quale sta pensando di far riaprire le scuole il 1 ottobre in modo da agevolare il turismo. Sì, ha detto proprio così che lo stanno facendo per incentivare il turismo in Italia!
Io invece sarò in malafede ma penso che questa manovra si voglia fare per 2 motivi: 1) Tagliare ancora di più di quello che si è fatto e la vittima sacrificale come sempre è la scuola! 2) Impoverire ancora di più l’ istruzione futura dei nostri figli. Perché più ignorante sei e più manovrabile sarai.
La Gelmini ha già colpito in maniera mortale la nostra scuola primaria quando ha reintrodotto il maestro unico, che probabilmente andava bene 20/40 anni fa quando le materie di studio erano poche. Io ho fatto le elementari dall’ 84 all’ 89 e studiavo matematica, italiano, storia, geografia, un pochino scienze e poi per inglese veniva una prof. esterna che ci faceva 2 ore a settimana e per religione il prete 1 ora alla settimana. Tutto molto semplice, poche ore e una maestra tuttologa che poteva prendersi carico di tutto. Ma oggi è come allora? No! Ci sono molte più materie e una maestra sola non basta più, a meno che non si voglia impoverire (come è stato fatto dalla Gelmini) la conoscenza per i nostri figli. Infatti oggi ci sono anche materie come la musica, l’inglese, l’informatica, l’educazione ambientale e alla salute, studi sociali (sì, insegnano la Costituzione nelle scuole elementari!), attività di laboratorio e altre cose ancora… tutto in mano al maestro tuttologo?
Poi ci sarebbe da parlare delle ore del tempo pieno tagliato e dei precari lasciati a casa senza ritegno magari anche dopo 20 anni di lavoro e di lenga preparazione, perché oggi per insegnare non basta più un diploma delle magistrali! Ma è un altro argomento e se volete qualche tempo fa scrissi un articolo che potete trovare qui —> CLICCA.

Cmq ritornando alla Gelmini e alla proposta del senatore Rosario Costa non penso sia facilmente fattibile in quanto c’è una direttiva europea che stabilisce 200 ore e togliendo il mese di settembre non potrebbero essere recuperabili in altri momenti. Quindi che facciamo disubbidiamo a una direttiva europea e diamo meno ore scolastiche ai bambini italiani? (Conoscendoli potrebbero anche farlo…)

E un altro problema serio, sollevato dalla leghista Aderenti, riguarda le ferie delle famiglie che nella maggior parte dei casi finiscono ad agosto e quindi dove metteranno i bimbi?Staremo a vedere ma una cosa è certa, colpiscono sempre i soliti con paraventi e giustificazioni spesso e volentieri assurdi!

Saluti

lunedì 10 novembre 2008

Antonio Di Pietro su DL Gelmini e Università


Intervista ad Antonio Di Pietro rilasciata dal Corriere Della Sera:

CdS: Lei ha parlato di «ravvedimento operoso del ministro Gelmini».Perché?
ADP: Per il metodo. Non certo per il merito del provvedimento di cui ancora non conosciamo il testo.

CdS: Quale metodo?
ADP: L'idea di avere diviso la riforma in due parti e trasformarne una in un disegno di legge, affidandolo così alla discussione parlamentare, è stato positivo. Anche se aspetto di vedere il seguito.

CdS: Il seguito?
ADP: Come si fa con i ladri che dicono non ruberò più. Gli si dice: intanto restituisci il maltolto. Alla scuola sono stati tolti dei fondi e vanno restituiti. Ma non alla privata, come hanno subito annunciato, ma alla scuola pubblica.

CdS: È favorevole alla forma del decreto per le altre misure? ADP: Sul principio che occorre modificare le norme dei concorsi per recuperare trasparenza sono d'accordo e lo ritengo anche urgente. L'Università deve essere sottratta ai nepotismi e alle baronie. Poi bisogna vedere nel testo come ciò verrà realizzato, io auspico commissioni indipendenti. Vedremo. Lo stesso vale per l'altra parte del decreto.

CdS: Quale?
ADP: Quella che dovrebbe combattere gli sprechi per recuperare risorse a favore di chi davvero fa ricerca e didattica di qualità. Anche questo sarebbe urgente.

CdS: Se così fosse voterebbe il decreto?
ADP: Eh! "Se", "se". Prima bisogna leggere.

CdS: Tagli a parte, sugli altri punti come il maestro unico cosa pensa?
ADP: Per quanto riguarda il maestro unico la trovo una riforma antistorica. Comunque il punto è che ce l'hanno venduta come una questione di grembiulino e poi ci siamo ritrovati con 140mila posti in meno. Per questo promuoveremo anche noi il referendum contro la riforma Gelmini. È uno stimolo per far capire che la scuola non si può tagliare. Non è una questione di maestro o grembiulini.

Grazie Antonio per non dimenticarti della scuola!

Saluti

Antonio Di Pietro


P.S.- Voglio lasciarvi il link di un video che mi ha lasciato senza parole... guardatelo e se potete... diffondetelo! CLICCA

lunedì 3 novembre 2008

Alitalia, prestito ponte, sprechi e casta


Il video che feci quasi 2 mesetti fa è sempre attuale, me ne compiaccio. Niente cambiò. In compenso vogliono farci pagare anche il prestito ponte che il misero governo Prodi fece al nascende governo Berlusconi. Quello di 300 mln di € per traghettare Alitalia all'effimera "salvezza".

Da Bruxelles arriva la notizia che il prestito fatto fu illegittimo e quindi va restituito. Questa è la posizione della direzione generale dei Trasporti e dell'Energia della Commissione europea . Naturalmente Tajani ha già fatto sapere che non sarà la Cai (good company) a dover pagare questa cifra (ci mancherebbe!!!) ma bensì la bad company (cioè noi!!!) in quanto c'è discontinuità fra la vecchia Alitalia e la nuova.... (mi viene da ridere!). Si è unito al coro anche Matteoli ribadendo che il prestito ponte sarà accollato al bad company... tutto questo per la gioia di Colaninno che ha preso questa notizia con il sorriso.

Ogni tanto è bene rinfrescare la memoria, specie quando fanno queste porcate e/o tagliano le risorse alla scuola perché: "da qualche parte dovremo prenderli i soldi no?".

Io saprei dove cercarli... guarda sotto:


DEPUTATI

Indennità parlamentare


L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate.

L’indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile è pari a 5.941,91 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 833,10) e assistenziali (€ 559,54) della quota contributiva per l’assegno vitalizio (€ 1.069,35) e della ritenuta fiscale (€ 4.030,42).


Diaria


Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n. 1261 del 1965.

La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico.

È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.


Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori


A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza.

Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.


Spese di trasporto e spese di viaggio


I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.

Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.

I deputati, qualora si rechino all’estero per ragioni di studio o connesse all’attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.


Spese telefoniche


I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.


Assistenza sanitaria


Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 559,54 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.


Assegno di fine mandato


Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 833,10 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).


Assegno vitalizio


Anche in questo caso, il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.069,35 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997.

In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti.

Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale.

L'importo dell'assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.



SENATORI


Indennità parlamentare

L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata, in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965, in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Con delibera del 1993 il Consiglio di presidenza del Senato ha stabilito che tale misura fosse ridotta al 96% del predetto trattamento dei magistrati.

L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile è pari a 5.941,91 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 833,10) e assistenziali (€ 559,54) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.069,35) e della ritenuta fiscale (€ 4.030,42)

Diaria

Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n. 1261 del 1965.

La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 258,23 euro per ogni giorno di assenza del Senatore dalle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni qualificate e verifiche del numero legale.

È considerato presente il Senatore che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.

Rimborso per spese inerenti i supporti per lo svolgimento del mandato parlamentare

A titolo di rimborso forfettario per le spese sostenute per retribuire i propri collaboratori e per quelle necessarie a svolgere, anche nel collegio elettorale, il mandato parlamentare, al Senatore è attribuita una somma mensile di 4.678,36 euro, in parte (35% pari a 1.637,43 euro) erogata direttamente al Senatore medesimo ed in parte (65% pari a 3.040,93 euro) erogata al Gruppo parlamentare di appartenenza. Ai Senatori non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali.

Spese di trasporto e spese di viaggio

I Senatori usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.

Per i trasferimenti dal luogo di residenza a Roma, è previsto un rimborso spese annuo pari a 13.293,60 euro, per il Senatore che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto o la stazione ferroviaria più vicina al luogo di residenza, ed a 15.979,18 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. Per i Senatori residenti a Roma ed eletti in collegi del Comune di Roma, il rimborso è corrisposto nella misura di 6.646,80 euro.

Ad ogni Senatore è corrisposta, a titolo di rimborso, una somma forfettaria annua di 3.100 euro, a fronte delle spese sostenute per viaggi internazionali di aggiornamento.

Spese telefoniche

I Senatori dispongono di una somma annua di 4.150 euro per le spese telefoniche.

Assistenza sanitaria integrativa

E' previsto il rimborso delle spese sanitarie ai Senatori (anche cessati dal mandato ovvero ai titolari di trattamento di reversibilità, nonché ai rispettivi familiari) iscritti al servizio di Assistenza Sanitaria Integrativa nei limiti dell'apposito Regolamento, approvato dal Consiglio di Presidenza. Gli iscritti versano un contributo commisurato alle competenze mensili lorde (4,5% per i Senatori in carica; 4,7% gli altri) e quote aggiuntive per i familiari.

Assegno di solidarietà (a fine mandato)

Il Senatore versa mensilmente, ad un apposito Fondo, una quota pari al 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari ora a 833,10 euro. Al termine del mandato parlamentare, il Senatore riceve l'assegno di solidarietà (anche denominato "di fine mandato"), che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

Assegno vitalizio

Anche in questo caso, il Senatore versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari ora a 1.069,35 euro, più il 2,15 per cento, come quota aggiuntiva per la reversibilità, pari a 267,34 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dal Consiglio di Presidenza.

In base alle norme contenute in tale Regolamento, il Senatore riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età è ridotto al 60° anno ove siano state svolte più legislature.

Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il Senatore sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale.

L'importo dell'assegno vitalizio varia da un minimo del 25 per cento ad un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.


Per non dimenticare...

Saluti

venerdì 31 ottobre 2008

SuperFannulloni.it


Questa volta voglio segnalarvi un interessantissimo sito che ha una funzione veramente importante nonché attuale; cioè dà la possibilità di poter segnalare tutti i fancazzisti che esistono nel settore lavorativo pubblico.

Nel tuo paese c'è un vigile fancazzista? Un assessore che usa l'orario di lavoro per motivi strettamente personali? Basta andare nel sito e fare la segnalazione. In questo modo possiamo anche controllare se nel nostro paese o città ci sono questi soggetti e vi assicuro che è divertente spulciare qua e là per vedere chi non fa e soprattutto come usa il tempo che dovrebbe impiegare per noi, perché pagato da noi!!!


Eccolo ----->
SuperFannulloni


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Qui invece un interessantissimo video che spiega cosa resterà delle nostre istituzioni scolastiche se qualcosa non cambierà...



Passate Parola!!!

Saluti

giovedì 30 ottobre 2008

30 Ottobre sciopero


Oggi sarà una giornata molto importante, alla quale spero aderiscano tutte le scuole primarie d'Italia. Si sciopera contro il DL Gelmini, che come saprete sta affossando la nostra istituzione scolastica.

Vi lascio con un promemoria che scrissi qualche giorno fa in vari blog, così anche chi non conosce le porcate fatta avrà un'idea più precisa sulla questione:


Con il DL Gelmini sono incazzatissimo. Perché vanno a toccare una struttura scolastica funzionante e di primaria importanza per la nostra società. Tentano di affossarla con delle idee che non hanno né capo né coda.
Iniziamo dall’insegnante unico, che ci riporta indietro di 30 anni. Questi signori si rendono conto che la scuola negli ultimi 20 anni ha subito una evoluzione sociale non indifferente? Basta guardare le meterie; la musica, l’inglese, l’informatica, l’educazione ambientale e alla salute, studi sociali (sì, insegnano la Costituzione nelle scuole elementari cazzo!) etc. etc. Ai tempi miei, secondo metà anni 80, tutte queste materie mica le avevo. Sono molte di più rispetto ad una volta perché le esigenze sono cambiate come sono cambiati i metodi di studio, anche per i maestri. Oggi devi essere laureato e preparato per insegnare, non basta più un diploma della magistrale. Quindi il maestro unico, “tuttologo, andrà ad impoverire la scuola, in quanto non potrà fare fronte alle materie come succede oggi. Dove ci sono più docenti, preprati, che portano avanti un lavoro gravoso.

Ma riporto testualmente l’Articolo 4 del Dl così capiamo di che si parla:

“Articolo 4 (insegnante unico nella scuola primaria)

1.Nell’ambito degli obiettivi di contenimento di cui l’artcolo 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n.112,convertito,con modificazioni, della legge 6 agosto 2008 , n. 133, nei regolamenti di cui al relativo comma 4 è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali.NEI REGOLAMENTI SI TIENE CMQ CONTO DELLE ESIGENZE, CORRELATA ALLA DOMANDA DELLE FAMIGLIE, DI UNA PIù AMPIA ARTICOLAZIONE DEL TEMPO-SCUOLA.

2. Con apposita sequenza contrattuale e a valere sulle risorse di cui l’articolo 64, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, covertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è definito il trattamento economico dovuto per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario dìobbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.”

La prima parte (punto 1) parla dell’insegnante unico. Ma ho riportato in caratteri più grandi il pezzo dove si fa riferimento all’eventuale tempo pieno. Dove sta scritto che lo faranno?
L’unica cosa che dice è che potrebbero fare delle ore aggiuntive senza spiegare nient’altro. Come le faranno? Dove le faranno? Le pagheranno loro o i genitori?
L’unica cosa certa è che prima c’erano 40 ore per la scuola a tempi pieno,perché c’erano più insegnanti. Ora ce ne sono 24 di ore con insegnante unico!
Il tempo pieno,come istituzione è scomparso,non se ne fa riferimento nel decreto.
Perché un conto sono le maestre Pie (private) che ti tengono i bambini fino alle 16.30 del pomeriggio facendogli fare giusto i compitini.Un altro è avere una Istituzione scolastica che ti garantisca il tempo pieno con 2 insegnanti che si alternano e svolgono interamente un lavoro formativo per il bambino.Anche questo aspetto non è stato toccato.

Il punto due invece parla dell’adeguamento economico per le 2 ore trasmormate in insegnamento.Praticamente sono le 2 ore in più che oggi usano le maestre per programmare le attività. Cioè; oggi fanno 22 ore di insegnamento e 2 ore di programmazione.Totale 24. Ora essendoci il maestro unico non ci sarà più bisogno delle 2 ore di programmazione e quindi le 24 ore saranno interamente destinate all’insegnamento. Quindi la differenza economica è prevista per quelle 2 ore, dove la maestra prenderà un pochino di più di quando le usava per programmare. Tutto qui!

Poi bisognerebbe entrare in quella genialità che sono i taglia. Dal 2009 al 2012 hanno previsto di tagliare 3,5 miliardi di € alla scuola primaria e di mandare a casa 87.000 insegnanti precari. Ora non vorrei dire ma questi insegnanti precari per lo più sono persone che lavorano precariamente nella scuola da 20 anni, che si sono fatti un culo una vita per studiare e che si ritroveranno a 40/45 anni anni a casa senza possibilità di reintegro!!! Per non parlare poi di tutte le perdite di lavoro che si avranno di riflesso, dai bidelli, segretari, direttori etc. etc.

Domanda. Ma se vogliono tagliare, dove sono finite le proposte dei tagli delle Province e Comunità Montane??? Parlano di tagli e intento hanno rimesso i voli a go go per tutti i politici, la Prestigiacomo (Ministro dell’Ambiente!!!) si fa scarrozzare da un jet dell’esercito a 7.200€ l’ora quanto bastavano 5000 per fare il viaggi completo. Senza contare che inquina il triplo. A novembre uscirà il libro sulla casta seconda parte. Dopo quello del 2006 e dimostrerà dati alla mani che in 2 anni le promesse sono rimaste vane e la politica ha aumentato a dismisura gli sprechi. E intanto loro toccano la scuola primaria con il DL Gelmini, le università pubbliche con i tagli di Tremonti e si apprestano a strozzare anche la Sanità per seguire un modello suicida americano… neanche loro lo vogliono più!!!

Vogliamo parlare di classi di inserimento? Ok la lingua… ma quando metti una classe bambini russi, albanesi, arabi e cinesi, come cazzo lo risolvi il problema della lingua??? Allora quelle classi sono scuse solo per formare ghetti.


Io ho una figlia di 6 anni che quest'anno frequenta la prima elementare. Le sue insegnanti aderiscono allo sciopero, ma se così non fosse stato, l'avrei lasciata a casa!

Saluti

martedì 28 ottobre 2008

Berlusconi vs Santoro


Allo zio Silvio non è piaciuto!


C'è da capirlo, lui è abituato bene. Sempre tutti pronti a sbattere i tacchi e al lecchinaggio selvaggio del "signorsì signore"! Ma Santoro, capa tosta, no. Lui è un malefico giornalista un po' schierato che va per la sua strada e dà fastidio, tanto fastidio, a chi vorrebbe fare come gli pare, più di quello che già gli è permesso.


Insomma cosa è successo?


Il buon Zilvio era in Cina, e ha tuonato contro Annozero perché a suo dire ha fornito :
"una immagine del Senato della Repubblica volutamente inesatta e denigratoria" e continua il pinocchio "Sento di trasmissioni con ascolti fantastici - dice il premier da Pechino -, con un dibattito serrato con l'opposizione. Peccato che di noi, in quelle trasmissioni, non fosse stato invitato nessuno" quando lo sanno anche i bambini che lui ad Annozero non andrà mai!

Tutto questo, come sempre, ha innescato una serie di potreste infinite di politici, enti preposti a non si sa che, marionette caricate a molla, Emigli Fidi di turno, con la richiesta (o velato ordine minaccioso?) di mettere un bavaglino al programma di Santore, che è fazioso, irreale e anche un po' inutile.

Addirittura quell'ominide di Gasparri ha detto di non pagare il Canone Rai. Tanto a lui che importa, anzi meglio per mafiaset.
Poi il resto delle proteste sono le solite cazzate cagnarose che potete vedere nei vari Tg, tanto mica informano, a loro basta dare gli spazi autogestiti ai politici.


Cmq Annozero di giovedi, che parlava del vergognoso Dl Gelmini, ha fatto il
20.4% di share.
Record!!!
Zitti e a cuccia.


Saluti


Fonte

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A seguire il video settimanale tratto da
Passaparola del buon Marco Travaglio.


venerdì 26 settembre 2008

Lettera agli astanti


Riporto testualmente un volantino pervenutomi dalla FLC CGIL di Arezzo

SCUOLA PUBBLICA UN BENE COMUNE IN GRAVE PERICOLO

Il 1 settembre 2008 è stato pubblicato il Decreto Legge 137 che prevede:
  • Insegnante unico nella scuola primaria
  • Tempo scuola 24 ore settimana
Questo significa:
  • Azzeramento di un modello scolastico di eccelleza collocato dagli indicatori internazionali al 5° posto al mondo per qualità del servizio offerto
  • Ritorno ad un modello di scuola elementare vecchio di 30 anni che non corrisponde più ai bisogni formativi di una società complessa e all'evoluzione delle conoscenze.
  • Abolizione del ruolo sociale ed educativo della scuola pubblica.
  • Impoverimento dell'offerta formativa in quanto le discipline saranno compresse in un tempo scuola ridotto e affidato ad un insegnante "tuttologo".
  • Impossibilità di organizzare laboratori,attività di approfondimento e di recupero individualizzato.
  • Impossibilità di effettuare qualsiasi uscita didattica o viaggio di istruzione.
  • Impossibilitàdi contare sulla preparazione specifica del docente che negli ultimi 20 anni si è aggiornato negli ambiti di competenza.
  • Estrema dificoltà nell'affrontare le esigenze connesse all'inserimento di alunni diversamente abili,o relative alle varie situazione di disagio.
  • Unicità del docente come figura di riferimento,e mancanza di confronto nel giudizio di valutazione degli alunni.
  • Totale incertezza sul tempo pieno.Il testo del decreto non lo salvaguarda,anzi la sua sopravvivenza è incompatibile con gli annunciati tagli al personale (87.000 posti di insegnante in meno) presumibilmente si tratterà di un "doposcuola" a carico delle famiglie.