sabato 21 marzo 2009

Impunità



"Signor Presidente Berlusconi, tessera n.1816 della Loggia P2..."
L' immunità è legge dello Stato, Lei ora è intoccabile come un sovrano. Il Senato dà il via libera definitivo al lodo Alfano sulle immunità delle alte cariche, non si mette limite per nessun reato, neanche il più infamante.

Sì definitivo del Senato il 22 luglio 2008 al "lodo Alfano" il ddl che prevede limmunità per le alte cariche dello Stato.
Il ddl, già approvato dalla Camera, prevede però alcuni limiti a questa immunità.
Tra questi limiti, dopo l'approvazione di un emendamento presentato dal Pd, c'è quello che precisa che l'immunità non si estende in caso di cambio di carica, anche nel corso della stessa legislatura: se il presidente del Consiglio venisse nominato presidente della Repubblica, perciò, il lodo Alfano non gli si applicherebbe più, mentre gli si applicherebbe se succedesse a se stesso a Palazzo Chigi. Ciò deriva dal fatto che la non reiterabilità della sospensione, come si è visto, ha un'unica eccezione: la nuova nomina a presidente del Consiglio nel corso della legislatura.
Il testo, di un solo articolo, prevede che i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri siano sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione.

La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l'assunzione della carica o della funzione.
In dettaglio il comma 1 del provvedimento prevede che nei confronti del Presidente della Repubblica e del Presidente
del Consiglio dei ministri, la sospensione riguarda i reati extrafunzionali, dato che i cosiddetti «reati funzionali» rientrano nella disciplina già prevista dalle norme costituzionali, secondo cui il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione; mentre il Presidente del Consiglio dei ministri, per i predetti reati, può essere sottoposto alla giurisdizione ordinaria, dopo la decisione di rinvio a giudizio adottata dal tribunale dei ministri e, in ogni caso, previa autorizzazione della Camera di appartenenza.

Il comma 1 prevede, inoltre, che la sospensione del processo opera anche in relazione a fatti commessi anteriormente all'assunzione della carica o della funzione.

Fonte: youtube

Saluti, a lunedì
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