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mercoledì 28 gennaio 2009

Intercettazioni a tempo


Stop alle intercettazioni,
è cocciuto Berlusconi
che non vuol qualcuno dica
che protegge qualche amica,

che il suo nom in qualche ascolto
in affari sia coinvolto
che non sembrino puliti,
che qualcuno, ahimé, lo additi

come tipo non ammodo.
Ed infatti il turpe lodo
dalla cella lo protegge,
lo fa uon fuor dalla legge,

ma il rispetto è un’altra cosa
e il figliol di mamma Rosa
al rispetto tiene assai.
“Intercettazioni mai

se non per gravi reati
con dieci anni sanzionati!”
Par che il Cavaliere aborra
mafia, ‘ndrangheta, camorra,

ma assai men la corruzione
per la qual chiede eccezione
ed il suo poter dispiega.
Ma nemmeno An e Lega

che gli fan sempre da palo
gli concedono il regalo,
anzi aggiungono reati
con men anni sanzionati.

Nel vedere la sua lista
contestata lo statista
meneghin cambia obiettivo:
“L’intercettator sia attivo

per un tempo limitato,
lungo s’è grave il reato,
mentre se il reato è lieve
l’intercettazion sia breve.”

Se intercettano lui stesso
tempo massimo concesso
di secondi ventisette
se descrive culi e tette

di ministre e deputate
o se parla di ammucchiate,
un minuto e tre secondi
s’è al telefono con Bondi,

sei secondi con Marcello,
il suo siculo fratello,
mentre se c’è il Cesarone
drastica la riduzione,

tre secondi non di più:
“Pronto, Cesare, sei tu?”
E lo stop giunge immediato,
il rispetto è assicurato.

Non capisce la macchietta
che la sola barzelletta
sugli ebrei di giorni fa
lo fa per l’eternità

tipo indegno di rispetto.
E saper deve il ducetto
che vuol fare lo statista
che il rispetto non si acquista.


By Carlo Cornaglia

lunedì 19 gennaio 2009

Due cuori e una capanna


Mentre nasce il Pdl
ne sentiamo delle belle
fra Gianfranco e Berlusconi
che fan come quei coglioni

che il Pd hanno fondato,
ogni giorno han litigato.
Quel che a destra si registra
chiederebbe una sinistra

in formato vecchio stile:
senza troppi baciapile,
una classe dirigente
buona, se non eccellente,

con un po’ di comprendonio,
senza sogni nuovo conio,
senza ignobili cacicchi,
senza avvisi, senza ammicchi,

senza agguati e coltellate.
La sinistra delle fate,
ben diversa, ebbene sì,
da quest’orrido Pd.

Perché a destra c’è maretta,
il premier, Gianfranco e Letta
stan fra loro discutendo
di quel neo partito orrendo

che si chiama Pdl
e gli aennini, anime belle,
incominciano a temere
che li freghi il Cavaliere,

che, è ben noto a tutti quanti,
ne ha fottuti proprio tanti,
cominciando da D’Alema,
che non fu arduo problema,

proseguendo con Veltroni
e con altri creduloni,
da Mastella al rospo Dini,
a caltagiron Casini,

a Brambilla, la rampante,
dalla chioma fiammeggiante.
Ora è il turno di Gianfranco
che si troverà al suo fianco

nel nuovissimo partito.
Tenta un flebile ruggito:
vuole avere garanzie,
vuole regole, alchimie,

vuole organi, statuto,
non vuol diventar forzuto,
un Cicchitto, un Giovanardi,
che di lingua son gagliardi

ma non contan proprio niente
od un Bondi reverente,
per gli inchini in due piegato
od un nano diventato

del partito la macchietta
o la bella prediletta
dalle qualità nascoste.
Fini vuol delle risposte

su road map, organigrammi,
sulle regole, i programmi,
su congressi ed assemblee.
E’ ancorato a vecchie idee,

a modelli alquanto triti,
che, se assembli due partiti,
passan in cavalleria.
O vien fuor la porcheria

ch’è venuta col Pd
o, con un fatto così,
come Silvio Berlusconi,
non esistono illusioni,

il più debole scompare
e il più forte fa l’affare.
Certo poi litigheranno,
forse si divideranno,

senza che capiti nulla,
col Pd già morto in culla
che l’opposizion non fa,
Silvio premier resterà,

con la sua Carfagna al fianco.
La battaglia di Gianfranco
vede il boss sempre vincente,
come in ogni precedente?

“No, è Gianfranco che ha trionfato!
Silvio non sarà acclamato,
bensì eletto dal congresso…”
Però, Fini, mica fesso!

By Carlo Cornaglia