martedì 18 maggio 2010

Peggio un pugno in faccia o farsi sfilare il portafogli?

L'Italia non è un paese razzista, magari ci sono gruppi che hanno idee che possono sfociare nell'intolleranza ma penso che oggi siano la minoranza di questo Paese. Girando per le strade non sento questa pressione anche se il miglior modo per poter controllare le masse è la paura, e la scusa dello straniero cattivo fa sempre molta presa nelle menti di molti cittadini. Questo perché non tutti hanno gli strumenti (e la voglia) di andare a vedere se realmente le cose stanno così oppure se è solo terrore mediatico usato per altri scopi.
Vi pongo una domanda, per capire meglio il ragionamento che farò: secondo voi è peggio un pugno in faccia o essere alleggeriti del proprio portafogli?
Sono 2 violenze diverse, entrambe dolorose ma sicuramente la prima è più di impatto proprio perché la si riceve seduta stante. Bene fate conto che il pugno in faccia rappresenti l' immigrazione più sponsorizzata dalle nostre tv e giornali e riguarda tutte quelle etnie che spesso e volentieri commettono reati contro la persona e contro il patrimonio. Parlo di albanesi, rumeni, slavi, persone africane... provate a chiedere cos'è che fa più paura alla gente e vi risponderanno che sono proprio loro, usati dalle tv e tg come gli stupratori di donne, assalitori di ville, spacciatori di droga... probabilmente una larga fette di queste persone commette realmente reati ed andrebbe punita in maniera esemplare. Ecco loro, per come vengono usati, sono il pugno in faccia di cui sopra, coloro che commettendo reati contro la persona ci fanno vivere nel terrore, coloro che vengono usati a mani basse dalla gran parte dell'informazione per aumentare la paura nella gente e colpire quei sentimenti più radicati dentro di noi.
Poi c'è un altro tipo di immigrazione, più nascosta, sottopelle. La si sente nominare poco ed è quella del portafogli alleggerito.
Ora vi spiego cosa intendo: prendete Prato, provincia toscana, è stata per anni uno dei fiori all'occhiello dell'impresa italiana, dove il tessile la faceva da padrona e dove c'era diverso lavoro per le aziende italiane. Poi un giorno fu colonizzata in maniera veloce e inesorabile dai cinesi che piano piano presero il monopolio dell'intera area e oggi le aziende italiane rimaste si possono contare sulle dita di una mano. Questo perché i cinesi lavorano in maniera diversa, senza controlli, magari per moltissime ore al giorno e con paghe misere. Tutto ciò un'azienda italiana non può permetterselo, fortunatamente anni di lotta hanno portato a una vita decente l'operai italiano. Ma questo non serve a sfamare... quindi molte aziende italiane che lavorano onestamente seguendo le leggi vigenti nel nostro Paese, dando piena regolarità ai propri dipendenti non possono reggere il confronto con chi non ha poche regole da seguire se non quelle della produzione ed è per questo che il lavoro made in Italy è calato drasticamente e questo ha portato a molte chiusure di azienda e di conseguenza ad epurazione e povertà.
Però questa immigrazione qui è "pubblicizzata" di meno, probabilmente perché fa meno presa sul cittadino o forse perché la cina ha molta più influenza sul nostro governo di quello che pensiamo... ma a parer mio è ben più deleteria e pericolosa dell'altra... quindi sarebbe opportuno risolvere prima questi problemi per tanti motivi ma che riassumerò in 2 punti) 1) Avere una competizione regolare tra aziende e in seno a queste regole il più bravo vinca. 2) Dare a queste persone sfruttate una vita degna di essere vissuta.

Saluti
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